ARCHIVIO DI STATO DI TRENTO – ATTI DEI NOTAI DEL GIUDIZIO DI TIONE

25.04.2013 15:30

ARCHIVIO DI STATO DI TRENTO – ATTI DEI NOTAI

NOTAI DEL GIUDIZIO DI TIONE

 

Bonenti Giuseppe fu Fortunato di Bondo (Distretto di Tione)

Busta Y 3905, mazzo I (1760-1794)

3905/6 - Fasc. 1770-1779 ; [6] p. nn.

Bolbeno, 16 febbraio 1770

“Testam[en]to del Mag[nifi]co Nicola q.m Bortolo Oradini della Terra di Bondo”.

In casa del sacerdote don Carlo Marchetti di Bolbeno, in presenza di quest’ultimo e di don Giambattista Pellegrini curato di Bolbeno ed altri testimoni. Don Nicola fu Bortolo Oradini di Bondo detta le sue ultime volontà col quale lascia, tra l’altro, un “Legato perpetuo, da non potersi in niuna maniera revocare, ne imutare ... alla Scuola, o sia Compagnia delli Confratelli disciplinanti canonicamente eretta al ven.le altare di S.to Antonio Abbate sotto li auspici di S. Lorenzo Levita” fondato sulla somma di troni 2250 da impiegarsi in parte per la celebrazione annua in perpetuo di tre s.messe e in parte “a soglievo dei poveri , infermi originari dell’istessa villa di Bondo ... esclusi assolutamente i forastieri”.

Testo in volgare.

 

3905/9 - Fasc. 1770-1779 ; [12] p. nn.

Pieve di Bono, 8 ottobre 1772

Alla presenza del rettore di Roncone don Martino Ferrari di Pelugo, di don Giovanni Salvagni originario e curato di Prezzo, di don Lorenzo Rizzardi di Riviera curato di Lardaro, don Pietro Ravelli curato di Cimego, don Giuseppe Catturani di Rendena curato di Praso ed altri testimoni. Don Giuseppe fu Gian Maria Melchiori di Bondo pur avendo già fatto un primo testamento in  data 15 settembre 1756 (rogiti Bernardino Carlo Mattaroti di Samoclevo), ed altro in data 1760 (notaio Giambattista Begnudelli di Dres), modifica e cambia alcune di quelle disposizioni lasciate in tali atti.

Chiede innanzitutto di venir sepolto “nella tomba presbiteriale esistente nella ven.le chiesa di Bondo”, e lascia all’altare di s.Barnaba di detta chiesa 12 troni, a quello eretto in onore della Beata Vergine del Carmine 10 troni, a quello di s.Antonio 8 troni ed a quello di s, Giovanni della parrocchiale di Tione altri 8 troni. Dispone la celebrazione di 100 S.Messe in suo suffragio; lascia vari beni stabili e mobili a vari parenti, alla nipote suor Deodata Molinari del Monastero di Bagolino dona inoltre un livello annuo di 14 troni; alla sagrestia della chiesa di Bondo lascia tutte le sue sacre suppellettili (un calice d’argento, tre pianete, camisetta, messale, ecc.); alla Confraternita dei Disciplinanti eretta nella chiesa di s. Barnaba a Bondo all’altare di sant’Antonio Abate lascia poi la somma di 2000 fiorini pari a 10.000 troni da amministrare saggiamente e con le cui rendite fare due parti di cui una da impiegarsi come dote da dare “a una cittella di questa villa di Bondo originaria e vicina, tanto consacrandosi a Dio nel chiostro, quanto collocandosi al mondo in matrimonio” preferendo però quelle dei rami Melchiori e Molinari-Bolognani di Bondo, e l’altra parte da impiegare a favore degli infermi ed ammalati della villa di Bondo. Lascia e dona poi alla sua comunità di Bondo dei terreni siti nella campagna di Bondo da utilizzare per mantenere il locale curato e vuole che venga nominata una donna che possa istruire e insegnare e far scuola alle fanciulle di Bondo mentre infine di tutto ciò che restasse della sua sostanza adempiti tali legati nomina erede l’anima sua con l’obbligo di far celebrare delle s.messe in suo suffragio.

Testo in volgare.

 

3905/10 - Fasc. 1760-1763 ; doc. n. 14 ; [3] p. nn.

Bondo, 27 luglio 1760

“Assegnazione fatta da Bortolo fq.m Giacomo Marchetti di Bolbeno al Massaro dell V[enera]bile Alt[a]re di S[an]t Barnaba di Bondo d’un campo alla Pozza”.

A seguito del legato lasciato il 14 gennaio 1751 da Elisabetta vedova del fu Giovanni Ferrari di Bondo a favore del Sacro Triduo con le rendite della somma di 500 troni basate su un campo arativo, non essendo però tale campo sufficiente a coprire tale importo, Bortolo fu Giacomo Marchetti di Bolbeno parente più prossimo di detta Elisabetta dona un altro campo alla chiesa di santa Barbara per mezzo del suo curato don Pietro Giacomo Ghezzi.

Testo in latino.

 

3905/14 - Fasc. 1760-1763 ; doc. n. 99 ; [3] p. nn.

Bondo, 10 luglio 1763

“Aumento, o sia aggiunta di Fiorini trecento allemani fatta dal Molt’ Rev[eren]do Sig[no]r Don Pietro q.m Bortolo Oradini d.to Nicolet di Bondo alla mansionaria, osia cappelania laicale eretta dalla famiglia Oradini di Tione originaria di Bondo, in mano ed appresso la Mag[nifi]ca Com[uni]tà di Bondo per il supplemento delle messe annue festive in abba come &”.

Ulteriore aumento del fondo iniziale di 600 ragnesi a disposizione della cappellania laicale eretta nella chiesa di s. Barnaba a Bondo ed istituita dal fu dottor Antonio Baldessare Oradini medico di Bondo abitante a Tione in data 10 gennaio 1719 (rogiti Giovanni Pietro Festi di Bolbeno) con un nuovo importo di 300 fiorini donati dal sacerdote don Pietro fu Bortolo Oradini di Bondo.

Testo in volgare.

 

*3905/19 - Fasc. 1764-1770 ; doc. n. 12 ; [2] p. nn.

Bondo, 4 giugno 1764

“Censo della v.le Confraternita de Disciplini di Bondo contro Vigilio q.m Pietro Bonenti di d.° luogo di T. 200”.

Testo in volgare.

 

*3905/21 - Fasc. 1764-1770 ; doc. n. 8 ; [2] p. nn.

Bondo, 27 ottobre 1768

“Censo della v.le Confraternita de Disciplini eretta, ed agregata al v.bile altare di S.to Antonio nella chiesa curata di Bondo contro Giò q.m Antonio Oradini d.to Galantino di Bondo per T. 300”.

Testo in volgare.

 

Festi Giovanni Pietro fu Antonio di Bolbeno (Distretto di Tione)

Busta Y 3965, mazzo I (1703-1709)

 

3965/8 - Fasc. 1709 ; [3] p. nn.

Bondo, 11 aprile 1709

“Donatione fatta da S[er] Xphori Bonenti di Bondo alla Mag[nifi]ca Co[mun]ità di Bondo con le seguenti condizioni”.

Presente don Bartolomeo Festi Marchetti di Bolbeno curato di Bondo e Sebastiano fu Sebastiano Balardini di Preore.Donazione da parte di Cristoforo fu Domenico Bonenti di Bondo ai consoli della detta comunità di una somma di denaro di 200 rainesi da utilizzarsi “ad effetto di errigere et piantare il Sacro Fonte de batesimo nella venerabile chiesa di Santo Barnaba” coll’obbligo però di far celebrare in detta chiesa cento s. messe in suffragio della sua anima.

Testo in volgare.

 

3965/9 - Fasc. 1709 ; [3] p. nn.

Tione, 10 marzo 1709

Presenti: Antonio figlio di Michele Buffi di Saone, Francesco figlio di Bartolomeo Parolari di Tione e Giacomo fu Antonio Franchini di Bolbeno nonchè l’Arciprete di Tione don Gieronimo Carneri. Concessione da parte di quest’ultimo alla comunità di Bondo di tenere il fonte battesimale nella chiesa di S. Barnaba.

Testo in latino.

 

3965/9 - Fasc. 1709 ; [3] p. nn.

Tione, 10 marzo 1709

Presenti: Antonio figlio di Michele Buffi di Saone, Francesco figlio di Bartolomeo Parolari di Tione e Giacomo fu Antonio Franchini di Bolbeno nonchè l’Arciprete di Tione don Gieronimo Carneri. Concessione da parte di quest’ultimo alla comunità di Bondo di tenere il fonte battesimale nella chiesa di S. Barnaba.

Testo in latino.

 

Busta Y 3967, mazzo III (1715-1719)

 

3967/6 - Fasc. 1719 ; [4] p. nn.

Bondo, 19 gennaio 1719

“Erectio Comissaria seu Capellania laicalis facta per [...] Antonium [...] phisicum Oradinum in ecclesiae S. Barnaba de Bundo”.

Il dottor e medico fisico Antonio Bal[....] figlio di Giovanni Oradini di Bondo, altro medico fisico, abitante a Tione istituisce presso la chiesa di san Barnaba a Bondo una capellania laicale, cioè una mansionaria, colla quale stipendiare un sacerdote che vi celebrasse la s.messa, lasciando a tal fine un importo di 600 rainesi fondato su tre arative a Bondo.

Testo in latino.

 

Busta Y 3981, mazzo VIII (1793-1799)

3981/1 - Fasc. 1794 ; c. 118r.-129r.

Bolbeno, 28 ottobre 1794

“Testamento nuncupativo, che si chiama senza scritti, del M.to Ill.re Rev.ndo Signor don Giacomo Melchiori di Bondo”.

Alla presenza di don Giovannantonio Festi, di don Giovanni Marchetti ed altri testimoni di Bolbeno viene redatto un nuovo testamento di don Giacomo Melchiori di Bondo che annulla i tre già precedentemente fatti nel 1756, 1760 e 1772. Lascia questi legati perpetui: uno di una s. messa da celebrarsi ogni mese nella chiesa di san Barnaba a Bondo, un altro di una s. messa mensile perpetua nella stessa chiesa. Obbliga la tenuta di regesti sull’amministrazione dei suoi beni lasciati alla comunità di Bondo; dona la sua biblioteca personale alla canonica, i suoi sacri paramenti alla chiesa di san Barnaba, la caldera di rame alla malga della comunità. Lascia in proprietà od usufrutto diversi fondi a varie persone che gli sono state vicine. Istituisce poi un legato perpetuo di sante messe in suo suffragio e lascia pure la somma di 100 troni annui a beneficio di una “Scolla dei ragazzi ... ordinando a questo ogetto che sia provedutta una stanza, e luogo adattato proprioo per comodo di tener deta scuola per a fine di tener a freno la sciurma de ragazzi che altro non cercan che spazi, giochi, e divertimenti, ed in su di ciò sarà incombenza del signor maestro a fine sia fatta ...”. Lascia poi altro denaro anche per una “scuola per istruire ed ammaestrare le regazze” sotto la guida di una valida maestra “che le istruisca, e le insegna ad apprendere i dogmi, e le massime christiane per la salute dell’anime loro con farle recitar chiaramente le orazioni loro quotidiane, insegnandole a leger, a filar, cucir, uchiar, ed altre cose”. Lascia poi a favore di coloro che si recano in Italia a lavorare altri importi non dimenticandosi infine dei suoi parenti.

Testo in volgare.

 

Parolari Bartolomeo fu Francesco di Brevine di Tione (Distretto di Tione)

Busta Y 4036, mazzo III (1688-1692)

*4036/7 - Fasc. 1692 ; c. 18r.-28v.

Breguzzo, 1692

“Testamentum Mag.ci D. Franc.i Rubinellis”.

Alla presenza dell’Arciprete di Tione don Gieronimo Carnerio di Cles, di don Cristoforo Polli padre somasco, di don Matteo Venino Ragolini capellano di Tione, di don Sebastiano dei Sebastiani di Sesto del Bleggio curato di Zuclo e Zuzado ed altri testimoni, Francesco del fu Antonio Rubinelli mercante di Breguzzo detta le sue ultime volontà. Fra queste, vari legati alla chiesa di san Vigilio in Vat a Tione, all’altare di S. Rocco della chiesa di sant’Antonio di Breguzzo, alla chiesa di san Barnaba a Bondo, alla chiesa di san Quirico e Giulita a Campo Lomaso, alla cappella Onorati a Bono nel Bleggio, alle chiese di Zuclo, Bolbeno e Brevine. Inoltre un legato ai padri zoccolanti cappuccini e francescani ed infine la costituzione di un beneficio perpetuo denominato poi “Beneficio Rubinelli”.

Testo in latino.

 

*

 

 

Inioltre presso l’Archivio di Stato di Trento in un fondo chiamato CONFRATERNITE vi sono anche atti che riguardano quelle della Disciplina giudicariesi di:

 

BLEGGIO: Bleggio Superiore: Disciplina, b. 1 voll. 3 (1611-1810)

 

261

Busta 16

1696-1810

=

265

Volume 129

1728

Libro dei capital e degli iscritti

266

Volume 130

1773

Libro degli iscritti

267

Volume 131

1611-1810

Libro dei conti

 

 

BONDO: Disciplina, voll. 3 (1644-1805)

 

BORZAGO: Disciplina, bb. 2 e voll 3 (1498-1810); pergg. 4 (1498-1646)

FIAVE’: Disciplina, vol. 1 (1768-1810)

LOMASO: Disciplina, b. 1 e voll. 2 (1671-1810)

PINZOLO: Disciplina, b. 1 e voll. 3 (1679-1812)

RENDENA: (Vigo Rendena e Villa Rendena): Buona morte, bb. 2 e voll. 5 (1577-1810);

RONCONE: Disciplina, voll. 2 (1721-1810)

ARCHIVIO DI STATO DI TRENTO – ATTI DEI NOTAI

NOTAI DEL GIUDIZIO DI TIONE

 

Bonenti Giuseppe fu Fortunato di Bondo (Distretto di Tione)

Busta Y 3905, mazzo I (1760-1794)

3905/6 - Fasc. 1770-1779 ; [6] p. nn.

Bolbeno, 16 febbraio 1770

“Testam[en]to del Mag[nifi]co Nicola q.m Bortolo Oradini della Terra di Bondo”.

In casa del sacerdote don Carlo Marchetti di Bolbeno, in presenza di quest’ultimo e di don Giambattista Pellegrini curato di Bolbeno ed altri testimoni. Don Nicola fu Bortolo Oradini di Bondo detta le sue ultime volontà col quale lascia, tra l’altro, un “Legato perpetuo, da non potersi in niuna maniera revocare, ne imutare ... alla Scuola, o sia Compagnia delli Confratelli disciplinanti canonicamente eretta al ven.le altare di S.to Antonio Abbate sotto li auspici di S. Lorenzo Levita” fondato sulla somma di troni 2250 da impiegarsi in parte per la celebrazione annua in perpetuo di tre s.messe e in parte “a soglievo dei poveri , infermi originari dell’istessa villa di Bondo ... esclusi assolutamente i forastieri”.

Testo in volgare.

 

3905/9 - Fasc. 1770-1779 ; [12] p. nn.

Pieve di Bono, 8 ottobre 1772

Alla presenza del rettore di Roncone don Martino Ferrari di Pelugo, di don Giovanni Salvagni originario e curato di Prezzo, di don Lorenzo Rizzardi di Riviera curato di Lardaro, don Pietro Ravelli curato di Cimego, don Giuseppe Catturani di Rendena curato di Praso ed altri testimoni. Don Giuseppe fu Gian Maria Melchiori di Bondo pur avendo già fatto un primo testamento in  data 15 settembre 1756 (rogiti Bernardino Carlo Mattaroti di Samoclevo), ed altro in data 1760 (notaio Giambattista Begnudelli di Dres), modifica e cambia alcune di quelle disposizioni lasciate in tali atti.

Chiede innanzitutto di venir sepolto “nella tomba presbiteriale esistente nella ven.le chiesa di Bondo”, e lascia all’altare di s.Barnaba di detta chiesa 12 troni, a quello eretto in onore della Beata Vergine del Carmine 10 troni, a quello di s.Antonio 8 troni ed a quello di s, Giovanni della parrocchiale di Tione altri 8 troni. Dispone la celebrazione di 100 S.Messe in suo suffragio; lascia vari beni stabili e mobili a vari parenti, alla nipote suor Deodata Molinari del Monastero di Bagolino dona inoltre un livello annuo di 14 troni; alla sagrestia della chiesa di Bondo lascia tutte le sue sacre suppellettili (un calice d’argento, tre pianete, camisetta, messale, ecc.); alla Confraternita dei Disciplinanti eretta nella chiesa di s. Barnaba a Bondo all’altare di sant’Antonio Abate lascia poi la somma di 2000 fiorini pari a 10.000 troni da amministrare saggiamente e con le cui rendite fare due parti di cui una da impiegarsi come dote da dare “a una cittella di questa villa di Bondo originaria e vicina, tanto consacrandosi a Dio nel chiostro, quanto collocandosi al mondo in matrimonio” preferendo però quelle dei rami Melchiori e Molinari-Bolognani di Bondo, e l’altra parte da impiegare a favore degli infermi ed ammalati della villa di Bondo. Lascia e dona poi alla sua comunità di Bondo dei terreni siti nella campagna di Bondo da utilizzare per mantenere il locale curato e vuole che venga nominata una donna che possa istruire e insegnare e far scuola alle fanciulle di Bondo mentre infine di tutto ciò che restasse della sua sostanza adempiti tali legati nomina erede l’anima sua con l’obbligo di far celebrare delle s.messe in suo suffragio.

Testo in volgare.

 

3905/10 - Fasc. 1760-1763 ; doc. n. 14 ; [3] p. nn.

Bondo, 27 luglio 1760

“Assegnazione fatta da Bortolo fq.m Giacomo Marchetti di Bolbeno al Massaro dell V[enera]bile Alt[a]re di S[an]t Barnaba di Bondo d’un campo alla Pozza”.

A seguito del legato lasciato il 14 gennaio 1751 da Elisabetta vedova del fu Giovanni Ferrari di Bondo a favore del Sacro Triduo con le rendite della somma di 500 troni basate su un campo arativo, non essendo però tale campo sufficiente a coprire tale importo, Bortolo fu Giacomo Marchetti di Bolbeno parente più prossimo di detta Elisabetta dona un altro campo alla chiesa di santa Barbara per mezzo del suo curato don Pietro Giacomo Ghezzi.

Testo in latino.

 

3905/14 - Fasc. 1760-1763 ; doc. n. 99 ; [3] p. nn.

Bondo, 10 luglio 1763

“Aumento, o sia aggiunta di Fiorini trecento allemani fatta dal Molt’ Rev[eren]do Sig[no]r Don Pietro q.m Bortolo Oradini d.to Nicolet di Bondo alla mansionaria, osia cappelania laicale eretta dalla famiglia Oradini di Tione originaria di Bondo, in mano ed appresso la Mag[nifi]ca Com[uni]tà di Bondo per il supplemento delle messe annue festive in abba come &”.

Ulteriore aumento del fondo iniziale di 600 ragnesi a disposizione della cappellania laicale eretta nella chiesa di s. Barnaba a Bondo ed istituita dal fu dottor Antonio Baldessare Oradini medico di Bondo abitante a Tione in data 10 gennaio 1719 (rogiti Giovanni Pietro Festi di Bolbeno) con un nuovo importo di 300 fiorini donati dal sacerdote don Pietro fu Bortolo Oradini di Bondo.

Testo in volgare.

 

*3905/19 - Fasc. 1764-1770 ; doc. n. 12 ; [2] p. nn.

Bondo, 4 giugno 1764

“Censo della v.le Confraternita de Disciplini di Bondo contro Vigilio q.m Pietro Bonenti di d.° luogo di T. 200”.

Testo in volgare.

 

*3905/21 - Fasc. 1764-1770 ; doc. n. 8 ; [2] p. nn.

Bondo, 27 ottobre 1768

“Censo della v.le Confraternita de Disciplini eretta, ed agregata al v.bile altare di S.to Antonio nella chiesa curata di Bondo contro Giò q.m Antonio Oradini d.to Galantino di Bondo per T. 300”.

Testo in volgare.

 

Festi Giovanni Pietro fu Antonio di Bolbeno (Distretto di Tione)

Busta Y 3965, mazzo I (1703-1709)

 

3965/8 - Fasc. 1709 ; [3] p. nn.

Bondo, 11 aprile 1709

“Donatione fatta da S[er] Xphori Bonenti di Bondo alla Mag[nifi]ca Co[mun]ità di Bondo con le seguenti condizioni”.

Presente don Bartolomeo Festi Marchetti di Bolbeno curato di Bondo e Sebastiano fu Sebastiano Balardini di Preore.Donazione da parte di Cristoforo fu Domenico Bonenti di Bondo ai consoli della detta comunità di una somma di denaro di 200 rainesi da utilizzarsi “ad effetto di errigere et piantare il Sacro Fonte de batesimo nella venerabile chiesa di Santo Barnaba” coll’obbligo però di far celebrare in detta chiesa cento s. messe in suffragio della sua anima.

Testo in volgare.

 

3965/9 - Fasc. 1709 ; [3] p. nn.

Tione, 10 marzo 1709

Presenti: Antonio figlio di Michele Buffi di Saone, Francesco figlio di Bartolomeo Parolari di Tione e Giacomo fu Antonio Franchini di Bolbeno nonchè l’Arciprete di Tione don Gieronimo Carneri. Concessione da parte di quest’ultimo alla comunità di Bondo di tenere il fonte battesimale nella chiesa di S. Barnaba.

Testo in latino.

 

3965/9 - Fasc. 1709 ; [3] p. nn.

Tione, 10 marzo 1709

Presenti: Antonio figlio di Michele Buffi di Saone, Francesco figlio di Bartolomeo Parolari di Tione e Giacomo fu Antonio Franchini di Bolbeno nonchè l’Arciprete di Tione don Gieronimo Carneri. Concessione da parte di quest’ultimo alla comunità di Bondo di tenere il fonte battesimale nella chiesa di S. Barnaba.

Testo in latino.

 

Busta Y 3967, mazzo III (1715-1719)

 

3967/6 - Fasc. 1719 ; [4] p. nn.

Bondo, 19 gennaio 1719

“Erectio Comissaria seu Capellania laicalis facta per [...] Antonium [...] phisicum Oradinum in ecclesiae S. Barnaba de Bundo”.

Il dottor e medico fisico Antonio Bal[....] figlio di Giovanni Oradini di Bondo, altro medico fisico, abitante a Tione istituisce presso la chiesa di san Barnaba a Bondo una capellania laicale, cioè una mansionaria, colla quale stipendiare un sacerdote che vi celebrasse la s.messa, lasciando a tal fine un importo di 600 rainesi fondato su tre arative a Bondo.

Testo in latino.

 

Busta Y 3981, mazzo VIII (1793-1799)

3981/1 - Fasc. 1794 ; c. 118r.-129r.

Bolbeno, 28 ottobre 1794

“Testamento nuncupativo, che si chiama senza scritti, del M.to Ill.re Rev.ndo Signor don Giacomo Melchiori di Bondo”.

Alla presenza di don Giovannantonio Festi, di don Giovanni Marchetti ed altri testimoni di Bolbeno viene redatto un nuovo testamento di don Giacomo Melchiori di Bondo che annulla i tre già precedentemente fatti nel 1756, 1760 e 1772. Lascia questi legati perpetui: uno di una s. messa da celebrarsi ogni mese nella chiesa di san Barnaba a Bondo, un altro di una s. messa mensile perpetua nella stessa chiesa. Obbliga la tenuta di regesti sull’amministrazione dei suoi beni lasciati alla comunità di Bondo; dona la sua biblioteca personale alla canonica, i suoi sacri paramenti alla chiesa di san Barnaba, la caldera di rame alla malga della comunità. Lascia in proprietà od usufrutto diversi fondi a varie persone che gli sono state vicine. Istituisce poi un legato perpetuo di sante messe in suo suffragio e lascia pure la somma di 100 troni annui a beneficio di una “Scolla dei ragazzi ... ordinando a questo ogetto che sia provedutta una stanza, e luogo adattato proprioo per comodo di tener deta scuola per a fine di tener a freno la sciurma de ragazzi che altro non cercan che spazi, giochi, e divertimenti, ed in su di ciò sarà incombenza del signor maestro a fine sia fatta ...”. Lascia poi altro denaro anche per una “scuola per istruire ed ammaestrare le regazze” sotto la guida di una valida maestra “che le istruisca, e le insegna ad apprendere i dogmi, e le massime christiane per la salute dell’anime loro con farle recitar chiaramente le orazioni loro quotidiane, insegnandole a leger, a filar, cucir, uchiar, ed altre cose”. Lascia poi a favore di coloro che si recano in Italia a lavorare altri importi non dimenticandosi infine dei suoi parenti.

Testo in volgare.

 

Parolari Bartolomeo fu Francesco di Brevine di Tione (Distretto di Tione)

Busta Y 4036, mazzo III (1688-1692)

*4036/7 - Fasc. 1692 ; c. 18r.-28v.

Breguzzo, 1692

“Testamentum Mag.ci D. Franc.i Rubinellis”.

Alla presenza dell’Arciprete di Tione don Gieronimo Carnerio di Cles, di don Cristoforo Polli padre somasco, di don Matteo Venino Ragolini capellano di Tione, di don Sebastiano dei Sebastiani di Sesto del Bleggio curato di Zuclo e Zuzado ed altri testimoni, Francesco del fu Antonio Rubinelli mercante di Breguzzo detta le sue ultime volontà. Fra queste, vari legati alla chiesa di san Vigilio in Vat a Tione, all’altare di S. Rocco della chiesa di sant’Antonio di Breguzzo, alla chiesa di san Barnaba a Bondo, alla chiesa di san Quirico e Giulita a Campo Lomaso, alla cappella Onorati a Bono nel Bleggio, alle chiese di Zuclo, Bolbeno e Brevine. Inoltre un legato ai padri zoccolanti cappuccini e francescani ed infine la costituzione di un beneficio perpetuo denominato poi “Beneficio Rubinelli”.

Testo in latino.

 

*

 

 

Inioltre presso l’Archivio di Stato di Trento in un fondo chiamato CONFRATERNITE vi sono anche atti che riguardano quelle della Disciplina giudicariesi di:

 

BLEGGIO: Bleggio Superiore: Disciplina, b. 1 voll. 3 (1611-1810)

 

261

Busta 16

1696-1810

=

265

Volume 129

1728

Libro dei capital e degli iscritti

266

Volume 130

1773

Libro degli iscritti

267

Volume 131

1611-1810

Libro dei conti

 

 

BONDO: Disciplina, voll. 3 (1644-1805)

 

BORZAGO: Disciplina, bb. 2 e voll 3 (1498-1810); pergg. 4 (1498-1646)

FIAVE’: Disciplina, vol. 1 (1768-1810)

LOMASO: Disciplina, b. 1 e voll. 2 (1671-1810)

PINZOLO: Disciplina, b. 1 e voll. 3 (1679-1812)

RENDENA: (Vigo Rendena e Villa Rendena): Buona morte, bb. 2 e voll. 5 (1577-1810);

RONCONE: Disciplina, voll. 2 (1721-1810)