C'è una Bondo piccola in quel di Trento e una Bondo Grande nel Congo

07.11.2012 00:00

Non sapevano di essere parenti, solo adesso hanno fatto reciproca scoperta.

Bondo del Congo è Territorio ed è centro. Il Territorio di Bondo è grande come una Svizzera e mezza, o come Belgio Olanda Lussemburgo messi insieme. Sta nella grande regione del Nord Est del Congo e confina col Centrafrica e il Sudan. Il Territorio è completamente isolato: un grande fiume (Mbomu) a Nord, un grande fiume (Uele) a Sud, e nessun ponte. Siamo nella zona equatoriale, buona parte del territorio è foresta densa, comincia la grande savana delle erbe dove gli alberi si fanno più radi: il vento del deserto lo avvertiamo nella stagione secca.

Il Territorio amministrativo di Bondo è l'ultima regione del Congo raggiunta dai Belgi. Questi hanno solo dato ordine alla gente di coltivare tanto cotone, e poi hanno dato ordine di fare strade in foresta per portare fuori il cotone. Poi sono finiti i Belgi, è finito il cotone e sono finite le strade. La foresta ha ripreso il territorio e i tronchi marciti sono finiti in acqua.

La diocesi di Bondo è pure l'ultimo Congo raggiunto dai missionari belgi. Hanno fondato il centro di Bondo, e qualche missione spersa su lunghe distanze. Poi tutti i missionari sono stati uccisi nelle rivolte del 1964, e ora ci sono 15 preti africani e sei parrocchie dove c'è un prete. Poi ci siamo noi missionari comboniani, con due comunità, una a Bondo Centro e una a Bambilo.

La popolazione globale è di 500.000 persone e la densità è debole. La gente abita la zona di foresta dove fa i suoi campi mentre la savana è quasi disabitata. C'è una economia di sussistenza, dove i villaggi vivono di ciò che producono. Molto scarso è il commercio, perché mancano le strade. Spesso all'interno mancano il sale, il sapone, i quaderni della scuola.

Negli anni '80 in tante zone di foresta hanno scoperto l'oro o i diamanti lungo i fiumi, ne è nato un Far West. I giovani abbandonano i villaggi dalla vita umiliata e chiusa, e nelle zone dell'oro si rovinano anima e corpo senza creare sviluppo locale. La ricchezza di tanti carati passa in mano a una mafia amministrativa e commerciale. La gente si rende conto, la crescita interiore delle persone è più rapida che il miglioramento sociale.

La regione di Bondo è strategica e fragile. Strategica perché ai confini di Centrafrica e Sudan, mal governabile e pancia molle del Congo. Fragile perché invasa da pastori armati che vengono da Nord e portano immense mandrie a coprire le savane: ma chi li manda questi pastori, e quale sarà il futuro del territorio? Ancora, fragile perché i militari non controllano il territorio ma passano e ripassano sopra gente Impaurita e saccheggiata. Tutti sanno che il Territorio è potenzialmente molto ricco, cioè conteso tra America e Cina, tra Francia e Paesi del Golfo.

Bondo Centro avrà 40.000 abitanti, che in massima parte vivono in capanne. È luogo di raccolta dell'oro e dei diamanti, e tanti avventurieri hanno portato l'Aids. La diocesi di Bondo è considerata l'ultima del Congo ma è vivace, il vescovo congolese si chiama Etienne Ung'eyowun ed è molto lucido, positivo e laborioso. Da alcuni anni abbiamo ripreso il Seminario minore, saccheggiato dalle guerre. C'è una piccole congregazione locale di suore congolesi.

Bambilo è nel Territorio di Bondo e appoggio a Bondo verso est, nel centro della regione. Bambilo non esisteva di fatto fino all'arrivo dei Comboniani: faceva parte del Congo abbandonato e inutile. Il vescovo ci ha richiesti per rinforzare il centro di Sondo e aprire verso il resto del Territorio. La prima volta che il vescovo è venuto a Bambilo ha detto: "Andare verso l'interno è come entrare nel vuoto, né scuole, né salute, raro popolo abbandonato a se stesso". In questi anni il miglioramento si è fatto visibile ed è segno di speranza.

Il Territorio ha potenzialità di sviluppo ma è fuori del giro amministrativo ed economico. Abbiamo fatto una grande assemblea a Bambilo con le autorità civili, i capi delle tribù, i responsabili di Sviluppo e Legalità delle comunità cristiane. Facciamo il possibile per tirare lo Stato dentro le sue responsabilità. Formare le persone e la coscienza del popolo sono per noi la priorità.

"Campa cavallo che l'erba cresce". Siamo costretti a un faticoso impegno di supplenza per rendere esistenti le scuole, iniziare un servizio sanitario, preparare lavoratori attraverso scuoletta tecnica e apprendistato. Abbiamo commissioni di giovani e famiglia, scuola e sanità, giustizia e pace, sviluppo comunitario, agricoltura e allevamento, formazione biblica, evangelizzazione dentro la cultura, promozione della donna, liturgia domenicale dei villaggi senza il prete.

Ogni anno, con loro, facciamo due ponti in pietra ad arco romano, e due aule scolastiche. Su un territorio vasto questo ritmo è lento. Proviamo a raddoppiare i gruppi formati e le opere realizzate. In realtà facciamo poco, con fatica e umiltà. Da noi ogni progetto costa più tempo, più fatica, più denaro. La nostra forza è la partecipazione della gente che si mette dentro.

Dal punto di vista strutturale la priorità riconosciuta dalla gente è aprire strade e uscire dalla schiavitù dell'isolamento. Ma in assemblea hanno detto che le persone vengono prima, solo persone del posto ben formate porteranno il Territorio a essere un posto buono per vivere. Stiamo per cominciare un Centro della Salute comunitaria, in mattoni, a servizio di gente molto dispersa. Attualmente ci concentriamo sulla costruzione di scuole post elementari a Bambilo: Scuola Tecnica di Muratura, Scuola Magistrale che apre ad altri sbocchi.

Pensiamo a sei aule scolastiche più ufficio del Prefetto degli studi e una saletta per i professori. Pensiamo a un complesso dove la Scuola Magistrale sarà fatta al mattino e quella tecnica al pomeriggio. Abbiamo un giovane diplomato 'ciclo lungo' che può dirigere la Tecnica, e contiamo su sei diplomati 'ciclo corto' usciti dalla nostra stessa scuola. Le materie scolastiche saranno svolte in aula, le materie pratiche saranno fatte sui cantieri di lavoro che la missione timidamente apre e con coraggio porta a compimento.

Per ora una grossa difficoltà è pure il fatto che lo Stato non riconosce le nostre Scuole perché non vuole pagare i professori. All'umiliazione e alla rabbia si aggiunge la precarietà, cioè la fatica di tenere i professori a mangiare miseria in mezzo a tanta foresta. Abbiamo il vantaggio che spesso altrove è peggio, perché almeno da noi c'è un impegno costante a trovare soluzioni secondo legalità e dignità; maestri e professori sanno di essere rispettati e spalleggiati.

Abbozziamo un primo conto sul materiale da comprare, cemento e lamiere e tondini di ferro e travature. Molto lavoro di sassi e sabbia e mattoni è fatto dalla gente sul posto. I trasporti moltiplicano i prezzi; l'agenda dei lavori non sarà veloce; ma la gente è sicura di farcela.

GRAZIE.

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Seguono documenti fotografici. Benchè numerosi, la redazione ha ritenuto di pubblicarli integralmente per mantenere intatto il messaggio che Padre Vittorio ha voluto trasmetterci - la loro visione è veramente interessante e degna di nota)

  1. Strade di Bondo 
  2. Fiume Api 
  3. Ponti 
  4. Vita a Bambilo 
  5. Sanità 
  6. Scuola  
  7. Mattoni 
  8. Arte 
  9. Agroastorale 
  10. Chiesa 
  11. Civiltà africana 
  12. Noi di Bondo