di Bazzoli Giovanni (Caritas)

19.03.2013 00:00

 

Da anni la Caritas Giudicariese si dedica alla distribuzione di generi alimentari e di capi di vestiario a persone e famiglie in difficoltà. Negli ultimi tempi la domanda di generi alimentari è notevolmente aumentata da parte di nuclei famigliari, sia d’immigrati, sia del posto. Per fronteggiare questa situazione d’emergenza, la Caritas comprensoriale ha stilato un calendario per la raccolta viveri, rivolgendosi a tutte le parrocchie della comunità Giudicariese.

Dal 26 gennaio al 13 febbraio è stato il turno delle nostre quattro parrocchie di Lardaro-Roncone-Bondo e Breguzzo. Il sistema adottato per la raccolta dei generi, già sperimentato lo scorso anno, è stata organizzato direttamente presso i negozi di prodotti alimentari (Famiglia Cooperativa punti vendita di Lardaro-Roncone-Bondo-Breguzzo e supermercato Conad di Roncone).

Sebbene persista una preoccupante crisi economica che tutti noi tocchiamo con mano, la risposta delle nostre quattro comunità è stata encomiabile. Infatti, il quantitativo di alimenti raccolto in diciassette giorni ha superato i cinque quintali (kg 511).

Ecco il consuntivo analitico.

ALIMENTI

KG.

OLIO

37,5

ZUCCHERO

67

RISO

96,2

TONNO

15,68

SCATOLAME

110,28

BISCOTTI E DOLCI

32,15

FARINA

57

PASTA

46,1

LATTE

40

DIVERSI

9,21

TOTALE

511,12

 

Con l’occasione, come ci ricorda il bollettino comunale di Tione, è doveroso prendere atto che “la borsa della spesa”, la raccolta e la distribuzione di indumenti, ovvero le attività più visibili della Caritas, rappresentano solo l’ultima fase di un percorso più impegnativo e complesso che, uomini e donne, compiono nel cercare di alleviare le sofferenze altrui.

Infatti, l’offerta dei generi, “pane e vestiario" è sempre preceduta dalla conoscenza e dall’ascolto delle persone bisognose. Sono momenti che predispongono alla confidenza, all’instaurazione di una forma di relazione con la quale si intrecciano i nobili sentimenti di reciproca fiducia, che assicura e rinforza il senso di accoglienza. Una reciprocità che, pur nella diversità dei ruoli, fa sentire tutti affiancati e sullo stesso piano.

Sono questi i momenti che consentono di conoscere la persona, con le sue privazioni, i suoi bisogni e, fra questi, quali richiedono un’immediata attenzione. Non sempre sono “pane o vestiario” che mancano, sovente esistono stati di abbandono, di solitudine e assenza di speranza. Disagi la cui soluzione, quindi, richiedono l’offerta di beni altrettanto preziosi, quali l’amicizia, la disponibilità all’ascolto paziente e interessato, l’affiancamento per il reinserimento nella complessa realtà della nostra società.

Sicuramente, sono importanti i segni di concreta generosità da parte di laici e credenti attraverso l’offerta di beni, ma è altrettanto importante l’aspettativa riposta nelle nostre comunità, per la nascita e il ravvivarsi di sentimenti di vero altruismo e di considerazione nei confronti dei meno fortunati.

Ecco quindi la nostra più fervida aspirazione: il sostegno alla Caritas, non dovrebbe limitarsi all’offerta materiale di alimenti, in occasione dei programmi di raccolta viveri o tramite la consegne diretta, la nostra sede consente l’opportunità di accostarsi al nostro centro di ascolto, di conoscere da vicino e direttamente le situazioni di povertà e i bisogni degli assistiti Caritas.

Condividere questi momenti, porta a cogliere e a comprendere lo sguardo dei genitori preoccupati e quello innocente e curioso di tanti fanciulli, ma anche di allontanare e parare l’approccio maldestro di alcune persone arroganti e prepotenti, ostentatamente quanto falsamente generose: sono esperienze che lasciano un segno e che ci fanno riflettere.

Questa sarebbe vera partecipazione, del tutto incomparabile al semplice e furtivo (rapido) gesto meccanico di gettare qualche confezione di alimenti nei cesti predisposti dai volontari, nelle chiese e in molti ospitali negozi.

 

PER LA CARITAS - Bazzoli Giovanni