Cyberbullismo: «Scontri virtuali che a volte si trasformano in faide cittadine»

30.04.2013 00:00

ROMA - Dilaga, «in proporzione all’aumento esponenziale dei giovani internauti». Sempre più precoce, «dagli 11 anni in su». Sempre più femminile, «senza più differenza di genere, almeno nella quantità». Sempre più subdolo, più aggressivo, più sepolto, «perché il lato oscuro non è quantificabile: ciò che emerge, nelle rare volte in cui i ragazzi vanno a piangere dai loro genitori e parte una denuncia, è solo una percentuale minima di ciò che accade». Antonio Apruzzese, direttore della Polizia Postale, sa bene che affrontare il cyberbullismo è come misurarsi con una nebulosa in continua mutazione, con un’antropologia in continua evoluzione, con un’acrobazia virtuale collettiva, da parte di uno sterminato esercito di piccoli fantasmi compulsivi, aggressivi, fuori controllo, ansiosi di ferire... (approfondisci)