NESSUN ALIBI AL RICONOSCIMENTO DELLA CITTADINANZA A TUTTI I NATI IN ITALIA

13.07.2012 00:00

(proposto da Monica Mussi) - La cittadinanza a chi nasce in Italia è un’opzione che gli italiani a stragrande maggioranza approvano. A dirlo sono i risultati di un’indagine dell’Istat secondo cui  il 72,1% degli italiani è favorevole all’introduzione dello ius soli (ovvero diritto del suolo) per il conferimento della cittadinanza a quanti nascono in Italia da genitori stranieri.

Le Acli con numerose organizzazioni della società civile hanno portato avanti in questi mesi la campagna “L’Italia sono anch’io”», il cui risultato è stato la consegna alla Camera dei Deputati di oltre 200mila firme per la riforma della legge sulla cittadinanza e il diritto di voto alle amministrative per gli immigrati stabilmente residenti.

A commento dei dati sull’Istat, Per Santino Scirè, vicepresidente nazionale delle Acli con delega all’immigrazione ha dichiarato «Non ci sono più alibi per rinviare l’approvazione di una legge che conceda la cittadinanza ai figli degli immigrati che nascono nel nostro Paese». Scirè riconosce che «Nella lettura del fenomeno migratorio da parte dei cittadini italiani  non mancano aspetti contraddittori, che ci invitano a moltiplicare gli sforzi sul piano dell’integrazione e della mediazione culturale» «Se c’è infatti un’evoluzione positiva nell’accettazione degli stranieri da parte degli italiani, permangono ancora diffidenze e pregiudizi. L’immigrato che lavora va bene, non “ruba” più il posto agli italiani, ma l’idea che possa far parte del nostro vicinato o della nostra famiglia inquieta ancora. E restano poi i pregiudizi nei confronti di Rom e Sinti che richiedono un supplemento di impegno e responsabilità da parte di tutti».