SI E’ CHIUSA LA MOSTRA SGUARDI PERUVIANI

05.05.2013 00:00

 

Si è chiusa  con grande partecipazione  la mostra SGUARDI PERUVIANI , inaugurata il 24 aprile con una folta partecipazione di pubblico. La manifestazione è stata ospitata nelle sale espositive del Centro Studi Judicaria . Le  pregnanti  didascalie  che hanno accompagnato ogni fotografia  , hanno ulteriormente arricchito la proposta .Ecco i contenuti dei  41 scatti di Gianni e Gilberto Bazzoli   come riportati nell’articolo di presentazione della  mostra.

“Si tratta di paesaggi , volti , momenti di vita comunitaria   , rappresentativi delle comunità umane  della  cordigliera, territori   posti ad altitudini superiori ai 3000  m .s.o , ove da decenni opera l’Operazione Mato Grosso    con  numerose missioni  alle quali fanno capo  strutture didattiche , cooperative  artigianali  ed artistiche ,  strutture di accoglienza  ecc. Protagonisti di questi impervi ambienti , sono le donne, gli anziani e i  bambini. Di questi affascina  lo sguardo  curioso , limpido , reso più manifesto  dai segni di imbrattature leggere . Il sorriso appaga ,  ammaglia  .  I colori cangianti dei vestiti   delle donne  mature sfumano  i segni  di esistenze difficili .  Colpisce la dignità delle donne  e  la loro laboriosità  che non si interrompe  neppure  su percorsi  insidiosi. In ogni dove  piccoli e grandi animali  pascolano , vigilati da  innocenti  pastori . Si affollano le mense a mezzogiorno  e alla sera  dove fumanti e colorate zuppe  ravvivano sorrisi . Fa da cornice a questa  umile umanità , una natura che non si risparmia nei colori , nelle forme  dell’altopiano,  nell’imponenza  e nel candore delle vette .  Gli eucalipti e le agavi   bordano i villaggi  e si esauriscono  nella prateria  della Puna . Sovrastano questo giardino  dai verdi più variegati , cieli  trasparenti , dove le nubi si rincorrono, si fermano , si addensano  e  mandano rapide pioggie , per poi  aprirsi  con sprazzi di  sereno intenso  . Nella pausa della pioggia fa spesso capolino l’arcobaleno.  Non meno sorprendente della natura e dell’umile umanità, sono i segni dell’operosa presenza dei volontari dell’Operazione  Mato Grosso .  Religiosi e laici si offrono e si prodigano   in una moltitudine di ruoli e di attività . La solidarietà , l’amicizia ,l’organizzazione , la tecnologia essenziale ,il Vangelo, sono i semi  cui sono piene le loro bisacce.”

 

GILBERTO BAZZOLI NEL RICORDO COMMOVENTE DI ILARIA PEDRINI,CON IL QUALE E’ STATA INAUGURATA E APERTA LA MOSTRA .

Gilberto aveva preparato questa mostra da tempo, si trattava di donare gli scatti e i pensieri condivisi con il papà e il fratello nel soggiorno peruviano del 2012. Fra le molte foto aveva selezionato quelle più significative … ed eccole qui. Oggi più eloquenti che mai.

 

Mi ricordano un fatterello di Chiara Badano, la giovane ligure, ammalata e prossima alla morte, che aveva escogitato uno stratagemma per farsi presente ai suoi cari dopo la morte, nel primo Natale senza di lei. Aveva scritto su un bigliettino affettuoso: “Vi voglio bene” e poi l'aveva collocato nella scatola in cui la mamma teneva le decorazioni natalizie. Infatti, puntualmente, la mamma aprì la scatola e vi trovò il messaggio. Centro! Un tempismo perfetto per il suo lascito.

 

Anche Gilberto, pur non sapendo quel che gli sarebbe successo a Pasqua 2013, aveva organizzato ancor prima di Natale questo evento per noi, per lasciarci un suo messaggio, il suo “vi voglio bene”.

41 fotografie in cui c'è la montagna, il lavoro, i sorrisi, gli animali, i bambini, le mamme.

 

“Non dobbiamo aggiungere anni alla vita, ma vita agli anni” diceva don Tonino Bello.

Gli anni, tanti o pochi, quelli che ci sono dati, sono il nostro contorno, la nostra vita.

Quella di Gilberto è stata breve – se la guardiamo da una angolatura statistica – ma non dubitiamo che abbia realizzato pienamente il suo scopo. Il bersaglio l'ha centrato.

 

La vita è movimento, che, a partire dalla scoperta di sé come io distinto dai genitori, procede, di scoperta in scoperta e arriva a comprendere il tu, l'altro, tutti gli altri.

In una famiglia sana si comincia da piccoli a guardare senza paura fuori dal guscio, per vedere mondi nuovi, il gruppo della piazzetta, il proprio villaggio, poi, via via, la propria nazione, fino a quel villaggio che è il mondo.

Senza paura, anche di fronte alle contraddizioni, fra ricchi e poveri, fra chi ha fame e chi è obeso, fra chi si annoia e chi non smette mai di lavorare. Le foto di Gilberto, annotate dai versi di Matteo, registrano la sua ricerca intellettuale e le preferenze del suo cuore.

Ci accompagnano nel movimento della sua vita che l'ha portato ad inglobare il mondo nella sua famiglia, a trascinare la sua famiglia (noi compresi) fino al perimetro del mondo.

 

Sguardi peruviani: eccolo il mondo visto dal cuore intelligente di Gilberto.

E' il mondo vero, è il mondo grande in cui vale la pena spendere i mesi o gli anni più belli.

E' il mondo che, quando poi torni, continua a tormentarti e non si stacca più dalla pelle: è ormai la tua famiglia …

Tornato a Roncone infatti – come sa chi l'ha conosciuto – lui è stato tutto preso dal progettare e realizzare iniziative di investimento produttivo solidale. E' un campione di quell'economia civile (Zamagni) che non separa impresa e generosità, lavoro e gratuità, il qui e il là, perché gli altri sono il motore del fare e del fare bene, sempre meglio. M'è piaciuto che Matteo abbia scelto anche una frase di Mauro Corona: “La salvezza è nella terra, riprendiamo la zappa. Stop al superfluo”. Non è una battuta, è probabilmente il futuro dell'economia, quella che Gilberto viveva e progettava.

 

Gilberto è arrivato fin lì, dove può portare una lunga vita. A soli 29 anni ci è arrivato e, puntuale, non si è scordato di farci trovare il suo testamento.

A noi aprire questo bigliettino, fatto di tante immagini poetiche, piene di amore per la terra e di rispetto, assoluto, per le persone.

 

Ogni uomo è mio fratello. Ognuno è un dono. Noi siamo se siamo dono.