Verbale n. 11/2015

01.12.2015 22:00

UNITA’ PASTORALE “CRISTO ACQUA VIVA”

Parrocchie di S. Barnaba Bondo, - S. Andrea Breguzzo, - S. Michele Lardaro -S. Stefano Roncone

                                                                   

Verbale n. 11/2015

 

Relativo alla riunione del Consiglio dell'Unità Pastorale “Cristo Acqua Viva” tenutosi il giorno 01 dicembre 2015 - ad ore 20.30 - a Roncone, come da regolare avviso di convocazione.

Assenti giustificati: Bazzoli Giada, Bertoni Francesca, Bonazza Andrea, Costantini Giorgio, Ferrari Fulgida, Filosi Stefano, Molinari Agnese, Pellegrini Miriam, Piolini Agnese e Valenti Loris.

Presiede don Celestino, verbalizza la segretaria Manni Gloria.

Don Celestino - ringraziati i presenti - dichiara aperta la seduta, invitando il Consiglio ad assumere le deliberazioni inerenti l'O.d.G.

Momento di riflessione e preghiera:

Si legge dal Vangelo secondo Luca (21,25-28.34-36) Questo passo apocalittico è fatto di contrasti; di grandi sconvolgimenti che ci fanno rivolgere a Dio, (alzate il capo, perché Cristo viene). Non bisogna guardare alla storia con ansia, ma accogliere nella storia Dio e il bene che ne viene. Cogliere i fatti e le prospettive positive, non solo la negatività. Il Bene esiste, c’è, non lo si vede perché è come un germoglio difficile da notare ma è presente. Vegliare con la preghiera aiuta, (il Papa annuncia la speranza, pregare per sfuggire a ciò che è brutto (la paura), sta per accadere e per essere davanti a Dio. Essere negativi non aiuta, è la positività che fa proseguire il cammino, (inno alla speranza).

Incontro con dottoressa Cristina Dallago:

All’incontro partecipa la dott.ssa Cristina Dallago per illustrare la situazione nella nostra piccola realtà sul tema delle periferie esistenziali. Inizia spiegando di cosa si occupa l’azienda sanitaria in merito a tale problema e come è percepita dal territorio: prima di tutto serve captare i bisogni e dove possibile prevenire l’insorgere di problemi e, le possibili risposte, sia immediate sia da costruire con la persona interessata, con la sua famiglia. Importanti sono la rete e i confronti, per questo motivo il servizio di alcoologia di Tione ha creato una piccola comunità di famiglie che si sostengono per sconfiggere il problema alcool migliorando il clima e la relazione nella famiglia. Il servizio si è reso conto che non si può più occupare di un singolo problema, dato dalle vecchie (alcool, fumo, droga) e nuove dipendenze (gioco) ma, deve trattare una serie di dipendenze multidimensionali, [perdita lavoro (conseguenza) depressione (conseguenza) si beve oppure si gioca e (conseguenza) farsi carico della persona con una serie di problematiche senza dimenticare l’impatto che tutto questo ha anche sulla famiglia], non più in un’ottica specialistica (sul singolo) ma, sulla famiglia.

L’approccio club alcoologico-sociale, non guarda al problema ma, alla persona nel suo contesto, non concentrandosi sul singolo sintomo o su un solo aspetto. Le famiglie con problemi hanno comunque potenzialità, anche dal punto di vista della spiritualità (antropologica), della condivisione, della solidarietà poiché hanno la speranza di migliorare la situazione. I gruppi di alcoologia familiare, (dove possono partecipare tutti), sono una risorsa per le famiglie, possono creare una connessione fra loro per affrontare meglio il problema. Il centro si attiva anche per sensibilizzare la comunità e promuovere la prevenzione. I giovani sono i più a rischio di dipendenze, perché cercando un modo di evadere dalla routine quotidiana, non trovano alternative tranne alcool e droghe. È difficile darsi un limite, (le dipendenze sane possono trasformarsi in dipendenze malate in ogni momento), la società ci bombarda di stimoli sull’apparire; la difficoltà è avere l’equilibrio interiore per decidere cosa serve e cosa no, si perde il senso delle priorità e la conseguenza è una multidimensionalità della sofferenza. Serve partire da noi stessi e accettare le nostre fragilità, per poter poi pensare agli altri. L’aiuto più importante è non giudicare, non usare parole che etichettano la persona ma, cercare di normalizzare la fragilità, perché il pregiudizio amplifica le dipendenze.

Per diminuire i problemi, serve moderazione in ogni ambito ma, dove stabilire il limite? Ci sono dipendenze più distruttive di altre, comportamenti che danno dipendenza diretta.

C’è il bisogno di parlare di più in ogni famiglia, fare una lettura della prospettiva per avere una mentalità giusta rispetto alla cultura che non ci aiuta; i giovani devono divertirsi ma con un tipo di serata alternativa sana. È cambiato anche il modo in cui percepiscono e vivono l’affettività. Quali sono le loro relazioni affettive più significative? È una realtà poco osservata.

Quando si riconosce un problema, a volte si ha paura ad intervenire, perché si pensa di intromettersi e, si crede che sia un problema della persona stessa. Forse si ha timore che parlando si possa perdere quell’amicizia. Ma allora qual è il vero amico?

 

Durante la serata è emersa l’eventualità di promuovere delle serate informative sulla fragilità in generale e sulle dipendenze multidimensionali, aperte a tutti.

Il tema è stato molto interessante, sarà importante continuare il discorso, chiederemo ancora consiglio per costruire qualche progetto insieme al centro di Tione.

 

Varie ed eventuali:

  • E’ stato trovato un capannone in comodato d’uso, da usare come laboratorio per far trascorrere l’inverno ai ragazzi di casa don S. Amistadi.
  • A Natale arriverà padre Enrique che aiuterà don Celestino nelle varie celebrazioni.
  • Gli orari delle messe natalizie saranno messe in fondo alle chiese e all’interno del bollettino parrocchiale.

 

 

Esauriti gli argomenti all'O.d.G., la seduta è conclusa alle ore 22.00.

 

 

Roncone, 01 dicembre 2015                                                                                 Segreteria

                                                                                                                      - Gloria Manni -