Verbale n. 5/2015

06.05.2015 23:59
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UNITA’ PASTORALE “CRISTO ACQUA VIVA”

Parrocchie di S. Barnaba Bondo, - S. Andrea Breguzzo, - S. Michele Lardaro -S. Stefano Roncone

 

Verbale n. 5/2015

 

Relativo alla riunione del Consiglio dell'Unità Pastorale “Cristo Acqua Viva” tenutosi il giorno 06 maggio 2015 - ad ore 20.30 - a Roncone, come da regolare avviso di convocazione.

Assenti giustificati: Bonazza Andrea, Costantini Giorgio e Ferrari Fulgida.

Presiede don Celestino, verbalizza la segretaria Manni Gloria.

Constatata la validità della riunione, don Celestino - ringraziati i presenti - dichiara aperta la seduta, invitando il Consiglio ad assumere le deliberazioni inerenti l'O.d.g.

Entra a far parte del Consiglio Francesca Bertoni in sostituzione di Oriella Mussi.

Sono presenti: il sindaco di Bondo, Giuseppe Bonenti con Massimo Valenti assessore, il sindaco di Roncone, Erminio Rizzonelli; i componenti del Comitato d'accoglienza: Daniele Bazzoli, Oriella e Paolo Cominotti, Nadia e Roberto Abatti, Giulia e Arturo Tonelli, Virgilio Amistadi (invitati ma non presenti: Nadia Amistadi). Nota bene: sono membri sia del Comitato che del Consiglio: Francesco Bianchi, Ilia Mussi e Ilaria Pedrini.

Sono presenti anche come invitati/esperti:

- Abdulaye Fane (profugo dal Mali, residente a Saone)

- Donata Borgonovo Re, Assessora alla salute e solidarietà sociale

- Pierluigi La Spada, Direttore di Cinformi

- Andrea Cagol, giornalista di Cinformi

 

Momento di riflessione e preghiera:

Si legge dal Vangelo secondo Giovanni (15, 1-8). Don Celestino afferma che queste parole (“senza di me non potete far nulla”) sono illuminanti perché ci dicono la motivazione ultima per cui ci siamo interrogati sul problema dei profughi. E' Cristo la nostra motivazione. Se il frutto sarà buono allora rimarremo uniti a Lui. Se abbiamo la motivazione profonda avremo la serenità per fare i giusti passi. Siamo chiamati a guardare il Vangelo e non le ragioni terrene. Gesù sceglie i poveri – le periferie direbbe Papa Francesco – allora possiamo chiedere qualsiasi cosa e lui ce la darà.

 

Serata informativa sul tema dei profughi:

Nell'introdurre gli ospiti, don Celestino riassume i passaggi che ci hanno portati a fare la serata, volendo aiutare anzitutto il Consiglio a capire com'è il fenomeno dal punto di vista sociale e giuridico, partendo dal linguaggio: profugo, richiedente asilo, immigrato … Ci sono aspetti che ci sfuggono e possono diventare motivo di critica, dobbiamo come primo passo avere noi stessi chiarezza per affrontare i possibili passi successivi.

Abdulaye Fane: racconta la sua esperienza di lavoratore immigrato in Libia, costretto a fuggire a motivo della guerra del 2011, avendo davanti a sé come unica scelta o la morte in Libia o il rischio di morte in mare. L'arrivo rocambolesco a Lampedusa e quindi di trasferimento in un campo di raccolta in Trentino. Ci manifesta le difficoltà incontrate dal suo gruppo nell'inserirsi in un paese (Cembra) che li percepiva inizialmente come stranieri e della loro volontà di lavorare per autosostenersi e inserirsi. Col tempo la popolazione di Cembra ha apprezzato il loro impegno nel volontariato e ha capito le cause della loro condizione non imputabili alla loro volontà.

Donata Borgonovo Re: spiega il ruolo della Provincia e di Cinformi, come soluzione organizzativa per gestire l'arrivo sempre più massiccio dei profughi, salvati dalle operazioni Mare Nostrum e Triton. Fornisce i numeri di questo flusso, che minimamente arriva in Europa (15%) e ancor meno in Italia (1 rifugiato ogni 1000 abitanti), mentre la maggior parte rimane negli stati confinanti (80%). Spiega che il Governo italiano prevede dei contingenti di accoglienza per ogni regione in modo proporzionale agli abitanti della Regione. Al Trentino sono assegnati oltre 510 persone. Per definizione quelli che fuggono dalla guerra hanno il diritto di chiedere il diritto dell'asilo, diritto umano fondamentale, sancito nella carta dei Diritti dell’Uomo, sottoscritta anche dallo Stato Italiano e a cui non si può sottrarre. Il problema è che non siamo preparati, abbiamo paura di quello che non conosciamo. A Marco c'è il campo della Protezione civile, la prima accoglienza. Abbiamo bisogno di un secondo livello di accoglienza, in strutture che permettano a queste persone di iniziare un percorso di normalità e autonomia. Ogni richiedente asilo costa allo Stato Italiano 30 € al giorno che comprende vitto, alloggio, di tutta la progettualità sociale e di alfabetizzazione. Serve alleanza fra istituzioni e cittadini: abbiamo il dovere di aiutarli in base al più elementare dovere di cittadinanza universale, non possiamo chiudere le porte. Noi abbiamo avuto la fortuna di nascere in questa parte del mondo.

Pierluigi La Spada: Spiega la lunga procedura burocratica per il riconoscimento dello stato di protezione (rifugiato). L'unica modalità per accogliere le persone è conoscerle, fare insieme. Questa è la situazione ideale, che la richiesta parta da una comunità o da una parte di essa. Diventa anche una opportunità economica perché nei 30€ ci sono i posti di lavoro per operatori e operatrici dell'accoglienza (….). Anche il resto dei costi, per il vitto e l'alloggio, sono ricadute economiche sulla comunità, tutto in un quadro di trasparenza e di correttezza nell'uso dei soldi pubblici. L'accoglienza dura fino alla risposta di una Commissione che valuta meticolosamente la loro domanda di riconoscimento dello status di asilo. Attualmente dopo circa 15-18 mesi arriva una risposta che se è positiva riconosce uno dei tre gradi di protezione (rifugiato/profugo). Il primo livello, quello più frequente, riconosce una protezione umanitaria. (A colo che se ritornassero nel loro paese sarebbero in pericolo di vita. Possono quindi rimanere come rifugiati e cercarsi un lavorare. Mentre attendo la risposta alla loro domanda di protezione, solo dopo sei mesi possono svolgere attività di volontariato gratuito, lavori socialmente utili. Da subito possono essere aiutati attraverso corsi di italiano. Nel caso si accogliessero dei richiedenti protezione (asilo) non significa fare un progetto di integrazione; ma si tratta di trovare per un periodo una modalità di pacifica convivenza utile da entrambe le parti.

Domande:

  • I corsi di italiano? Gestiti da Cinformi, assumendo un insegnante, tramite associazioni del posto.
  • Il cibo? Cucinano in autonomia. Ricevono 5€ al giorno in buoni spesa, che spendono localmente per il vitto, + 2,50 € in contanti per gli extra.
  • Altre spese? Assunzione di una guardia notturna + una persona (x 20 persone) per seguirli nelle attività sul territorio, assunti sempre tramite associazioni del posto.
  • Sanità? Non portano malattie, arrivano dopo la prima accoglienza in cui tutti gli aspetti sono stati già controllati e seguiti dal punto di vista sanitario.
  • Mobilità? Possono viaggiare nei Paesi europei con il visto turistico di 3 mesi solo dopo il riconoscimento della protezione, mentre sono vincolati a lavorare nel Paese che li riconosce.
  • Asilo? Diritto di rimanere in Italia (se è documentato oggettivamente che nel paese di origine rischiano la vita), equiparati di fatto ai migranti con permesso di soggiorno regolare. In subordine ricevono la protezione “sussidiaria” (se rischiano la vita e sono in grave pericolo), permesso di 5 anni e sono equiparati agli altri stranieri.
  • Protezione umanitaria? Diritto di rimanere 2 anni.
  • Protezione “universale”. Sono persone che scappano perché altrimenti condannati ingiustamente a morte nei loro paesi (es. rifugiati politici)
  • Profugo? Termine giornalistico per parlare di chi fugge. Il termine giuridico esatto è “richiedente protezione umanitaria, o sussidiaria o internazionale”. Se la Commissione nega la protezione, hanno diritto di fare ricorso, se nega nuovamente devono ritornare nel Paese d'origine.

 

Conclusioni:

Si decide di contattare nuovamente il presidente della Fondazione de Tschiderer, Leonesi, e di riconvocare il Consiglio per il prossimo 20 maggio.

 

 

Esauriti gli argomenti all'O.d.G., la seduta è conclusa alle ore 24.05.

 

Roncone, 06 maggio 2015                            

 

                                                                                                              Segreteria

- Gloria Manni -