Verbale riunione

12.12.2012 20:30

 

Verbale n. 7/2012

Relativo alla riunione del Consiglio Pastorale Parrocchiale Bondo – Breguzzo – Lardaro - Roncone tenutosi il giorno 12 dicembre 2012 – ad ore 20.30 – presso la canonica di Roncone, come da regolare avviso di convocazione.

Assenti giustificati: Bazzoli Giada, Costantini Giorgio, Ferrari Fulgida e Scalfi Manuela.

Presiede don Celestino, verbalizza la segretaria Manni Gloria.

Constatata la validità della riunione, don Celestino – ringraziati i presenti – dichiara aperta la seduta, invitando il Consiglio ad assumere le deliberazioni inerenti l’O.d.G.

  1. Momento di riflessione e preghiera:

Si legge dal Vangelo secondo Luca: (3,1-6): Giovanni il Battista parla riprendendo le parole del profeta Isaia. Preparare di nuovo i sentieri senza indugiare, per disporsi all’arrivo di Dio, ossia quando si prendono decisioni è necessario portarle fino in fondo senza scappatoie. Anche le proposte pastorali devono seguire questa strada, seguendo l’esempio dato da Gesù, una volta intrapresa una strada fare in modo di seguirla fino in fondo.

  1. Incontro con don Lauro Tisi:

È presente questa sera il vicario generale don Lauro Tisi, che ci orienterà per quanto riguarda l’unità pastorale, mostrandoci la strada che dovremo seguire con tutta la Diocesi.

È stato subito chiarito che tutto sta evolvendo, ciò che 15 anni prima sembrava pensato per aggregare al meglio le parrocchie, si è rivelato sbagliato; la carenza di clero e la creazione di ministri laici per aiutare non è la risposta migliore. Oggi non si guarda tanto alla mancanza di parroci, quanto alla mancanza di fedeli.

Mancando le forze clericali, c’è la necessità di riorganizzare con una rete di comunità legate da omogeneità territoriale e contiguità storico-geografica, che si frequentano per vicinanza, (scuola, varie associazioni, ecc).

La comunità è un dato di fatto, non è creata da qualcuno, esisterà anche dopo i parroci e gli operatori laici. Inoltre troppe specificazioni di ruoli non danno sicurezza, perché è difficile trovare volontari. Le comunità sono formate da una miriade di fattori anche difficili da specificare, con particolari dinamiche di relazioni, rapporti, non è una comunicazione dottrinale o nozionistica. A livello cristiano, la comunità si costruisce attraverso lo studio di che tipo di credenti siamo, su che tipo di fede abbiamo. Ogni comunità ha un suo modo di credere e bisogna intercettarlo, perché anche ora non esiste la coscienza di comunità, ci consideriamo solo come paese-comunità, frutto di secoli di societas cristiana ma, che non esiste più da tempo. Purtroppo anche il nostro agire pastorale è ancora così, per abitudine come una realtà data. Es: tanti giovani richiedono i sacramenti (battesimo, comunione, cresima, pochi matrimoni religiosi), ma, è più per una questione di forma che di sostanza, perché poi sono assenti dalle messe.

Per attirare i giovani, è necessario “accreditare” Dio, dargli un volto spendibile nella vita di tutti i giorni, costruendo un percorso di fraternità, un’appartenenza alla comunità, entrando nella dinamica della fede. Chi incontra Gesù, non può non incontrare la comunità.

Fare unità pastorale, non significa cancellare l’individualità delle comunità, restano 4 realtà distinte, perché la chiesa è un organismo di persone e, bisogna tener conto delle differenze e delle diverse tipologie. Visitando le varie parrocchie, si ha la percezione della differenza del modo di vivere la comunità, l’amore per la diversità va coltivato, per farlo, serve una rete di relazioni per non rimanere arroccati sulla propria posizione-identità perché altrimenti non si evolve; bisogna aprirsi, far entrare nuove persone, idee, per mettersi in gioco e far emergere l’energia positiva.

L’unità pastorale sono le comunità viste come cantieri di lavoro della Fede, per costruire il futuro della pastorale.

A livello organizzativo, essere un’unità pastorale significa fare alcuni cambiamenti.

Þ  Doppio organismo: ogni parrocchia avrà la sua singola identità con un Comitato formato da un responsabile e 3/4 persone elette dal proprio paese (dipende dalla grandezza), che organizzano la vita cristiana, si occupano degli aspetti concreti della comunità, trovando le persone che li aiuteranno: apertura e pulizia chiesa, catechisti, referente per i malati, parte amministrativa, ecc. Si incontrano senza la presenza del parroco, il punto di riferimento è il responsabile. Il Consiglio Interparrocchiale, sarà formato dai 4 responsabili e 2/3 persone di ogni comitato. Con la presenza del parroco, il suo compito è pensare alle iniziative pastorali da portare avanti durante l’anno, dando una struttura evangelica per “attrarre clientela” con iniziative anche extra ecclesiali.

Il Consiglio di unità pastorale, deve favorire interscambi fra le comunità in modo unitario, per una ricchezza interiore maggiore. La difficoltà odierna è data da una scarsa coscienza di cosa sia essere cristiano, si deve passare da una pastorale morale, al raccontare di un Dio fantastico, bellissimo che ti vuole bene.

Þ  Strutture pensate a rete. Fare in modo che ogni parrocchia abbia spazi per potersi incontrare, ma dove serve una struttura più grande, ce ne sia una, attrezzata nel modo migliore, adottando comunque una certa sobrietà per via dei costi di gestione. Non è possibile riunire tutto in un solo paese, serve che ci sia anche complementarietà, in base alle esigenze, ci si sposta dove c’è la struttura adatta all’iniziativa proposta.

Þ  Aiuto economico tra le comunità, per ora non è sempre possibile, ma ci si sta muovendo.

Þ  Segreteria per le varie comunità, messa in una zona centrale, gestita da volontari, con orari d’apertura per aiutare il parroco che avrà per tempo per relazionarsi con i parrocchiani.

Þ  Collegamento con il Decanato, per la formazione dei catechisti, la Caritas, il corso per fidanzati.

 

Ora è necessario ragionare con calma, quale volto di Dio esiste nelle nostre parrocchie? Dobbiamo ragionare su Fede e comunità. Don Lauro è disposto ad accompagnarci in questo cammino. Il principio di fondo è uguale, (Dio ci ama e ci è vicino), è la tipologia di vita diversa, con possibilità diverse di avvicinarci a Lui.

Per fare ciò, alcuni consiglieri si sono resi disponibili ad incontrare il servizio diocesano di ricerca pastorale con alcuni tirocinanti di sociologia per avere un punto di vista diverso delle nostre comunità.

 

  1. Varie ed eventuali:

Anche nella nostra realtà, stanno emergendo casi di povertà. Don Celestino propone che le offerte raccolte durante le messe natalizie, siano destinate alle persone bisognose delle nostre comunità. Il Consiglio approva all’unanimità.

La parrocchia di Breguzzo presterà € 7.000,00 alla parrocchia di Lardaro, che restituirà all’arrivo dei contributi stanziati per il restauro della chiesa.

A breve inizieranno i lavori per la sistemazione delle campane e dell’asilo a Breguzzo.

La serata sul gioco d’azzardo ha avuto molto successo.

Sabato 16 dicembre, ci sarà il rito d’ammissione al catecumenato.

 

Ringraziamo don Lauro per l’aiuto datoci e per la vicinanza alle comunità.

 

Esauriti gli argomenti all’O.d.G., la seduta è conclusa alle ore 22.45.

 

Roncone, 12 dicembre 2012

                                                                                                                                          Segreteria

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