Adolfo Mattielli:

23.04.2013 00:00

Adolfo Mattielli:
una vita intensa e laboriosa, interamente dedicata all’arte.

Nasce a Soave nel 1883.

Mattielli proviene da una modesta famiglia di mugnai e fin piccolissimo manifesta una spiccata vocazione per il disegno tanto che successivamente il maestro consiglia ai genitori di avviarlo agli studi d’arte. Il padre non è molto contento: con il fratello Attilio, Adolfo deve gestire il mulino.

Oggi si può dire che Adolfo abbia certo fatto bene a seguire la sua vena artistica.

Si concentra sulla pittura, mentre il fratello diventa intagliatore, scultore e corniciaio (tutte le cornici dei quadri del Mattielli furono per l’appunto lavorate e preparate dal fratello). Adolfo vuole approfondire le sue doti e nonostante gli stenti iniziali, la miseria e la povertà dei genitori, la sua vocazione trionfa.

Frequenta la Scuola d’Arte e Mestieri di Verona, e successivamente s’iscrive all’Accademia di Belle Arti ‘Cignaroli’; suo celebre maestro, l’allora direttore dell’Accademia, Mosè Bianchi.

Terminati gli studi, si sposta a Venezia per completare la sua formazione pittorica, ma la sua famiglia non è in grado di sostenere la spesa; i notabili del paese sì.

Il periodo veneziano è proficuo: è garzone di bottega, prepara i colori, lavora nei quadri…

Torna a Soave, e nell’imminenza della nascita di Umberto di Savoia, invia al re Vittorio Emanuele III un dipinto beneaugurante; il re apprezza il gesto e gli invia ben 200 lire.
Nel 1907 partecipa alla Sua prima Biennale di Venezia. Vi parteciperà nuovamente, nel1909 con un trittico dedicato all’ottobre soavese,  nel1912 con Trastulli Infantili e La Stella di Natale, nel 1914, nel 1922 e nel 1924.
Il 1924 è l’anno in cui il Mattielli inizia a dedicarsi all’Arte Sacra, dipingendo in modo magistrale il Duomo di San Lorenzo ed il Santuario della Madonna della Bassanella, a Soave. Sopraggiungeranno molte altre commissioni, richiamato il Mattielli un po’ in tutta Italia.

La chiesa di Breganze (VI), la Chiesa di San Luca (VR), di Motta di Livenza (TV), di Cembra (TN), di Gemona (UD), di Comacchio (FE), di Grottaferrata (Roma)…  Tra il 1925 ed il 1960, Adolfo Mattielli affrescherà oltre una cinquantina di chiese.
Stanco di ‘viaggiare’ per lavoro, ritorna a Soave, ottiene uno studio, un atelier tutto per sé. Lavora molto, all’inizio anche appoggiando stilisticamente la moda corrente, il liberty. Trova e nutre continua ispirazione e ritorna ai Suoi soggetti più cari: la maternità, la fanciulleggia, la natura, il lavoro, l’uva, la vendemmia ed il Castello di Soave.
Il 13 dicembre del 1966, all’età di 83 anni, il pittore viene a mancare.
Nel 1967 il Comune di Soave gli dedica una via. Nel 1971 Jole Simeoni Zanollo gli dedica una monografia.

 

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...trova e nutre continua ispirazione e ritorna ai suoi soggetti più cari: la maternità, la fanciulleggia